Prima di diventare una delle sneaker più collezionate al mondo, la Nike SB Dunk era semplicemente una soluzione trovata dagli skater all’interno dell’archivio basket Nike.
La silhouette originale nasce infatti per il parquet nel 1985. Quasi vent’anni dopo, Nike Skateboarding la trasforma ufficialmente in una scarpa pensata per lo skate, dando inizio a una storia fatta di skate shop, artisti, musicisti, brand indipendenti e collaborazioni che avrebbero cambiato profondamente la sneaker culture.
Oggi parlare di Nike SB Dunk significa parlare contemporaneamente di skateboarding, design e collezionismo. Alcune colorway sono diventate grail quasi irraggiungibili, altre sono state cancellate prima della release e altre ancora hanno raccontato musica, cinema, arte o cultura locale attraverso una singola sneaker.
1985: prima della Nike SB c'era la Nike Dunk
La storia comincia nel 1985, quando Nike sviluppa la Dunk all'interno del programma College Colors.
La sneaker nasce come scarpa da basket e utilizza colori collegati alle università americane, all'interno della campagna che sarebbe diventata celebre con il messaggio “Be True to Your School”.
Il design prende elementi da diverse silhouette Nike dell'epoca e costruisce una scarpa relativamente semplice: tomaia in pelle, struttura robusta e suola piatta.
Proprio alcune di queste caratteristiche, nate per il basket, avrebbero successivamente attirato l'attenzione degli skater.
Negli anni Novanta le Dunk possono essere trovate a prezzi relativamente bassi in outlet e negozi. Per chi skateava offrivano una combinazione interessante di grip, supporto e resistenza senza essere nate specificamente per lo skateboarding.
La relazione tra Dunk e skate nasce quindi prima dell'esistenza di Nike SB.
2002: nasce ufficialmente Nike SB
Nike aveva già provato ad entrare nel mondo skate durante gli anni Novanta, ma i primi progetti non erano riusciti a conquistare completamente una cultura molto diffidente nei confronti dei grandi brand sportivi.
Nel 2002 l'approccio cambia.
Con Sandy Bodecker come figura centrale del progetto, Nike SB cerca di comprendere skate shop, rider, spot e community prima di imporre un prodotto dall'alto.
La Dunk viene quindi modificata per diventare più adatta allo skateboarding senza perdere la propria forma originale.
Arrivano maggiore imbottitura sulla linguetta e sul collar, costruzioni pensate per sopportare lo skate e ammortizzazione Zoom Air nella soletta.
La cosa più importante, però, è che Nike lascia ai rider la possibilità di raccontare se stessi attraverso la scarpa.
La Colors By Series e le prime Nike SB Dunk del 2002
I primi rider coinvolti sono Richard Mulder, Danny Supa, Reese Forbes e Gino Iannucci.
Ognuno riceve la possibilità di personalizzare la Dunk Low Pro SB attraverso colori e materiali collegati alla propria storia.
È la cosiddetta Colors By Series.
La Mulder richiama Los Angeles e le prime Nike possedute dal rider. La Supa utilizza colori legati alla cultura sportiva di New York. Reese Forbes lavora su tonalità ispirate alle work boot americane, mentre Gino Iannucci sceglie una combinazione più scura e minimale.
Queste sneaker definiscono immediatamente una delle regole più importanti della Nike SB Dunk: la silhouette rimane riconoscibile, ma la storia cambia completamente in base alla persona che la interpreta.
Le Box Era: perché gli appassionati dividono la storia Nike SB per scatole
La storia della Dunk SB viene spesso suddivisa attraverso le cosiddette Box Era, chiamate così per il colore e il design delle scatole utilizzate da Nike Skateboarding nei diversi periodi.
L'archivio ufficiale Nike SB distingue oggi queste fasi:
- Orange Box: marzo 2002 – dicembre 2002;
- Silver Box: gennaio 2003 – settembre 2004;
- Pink Box: settembre 2004 – dicembre 2005;
- Black Box: febbraio 2006 – settembre 2007;
- Gold Box: ottobre 2007 – marzo 2009;
- Blue Box: aprile 2009 – giugno 2012;
- Taped Box: luglio 2012 – novembre 2013;
- Teal Box: dicembre 2013 – dicembre 2019;
- Striped Box: gennaio 2020 – marzo 2023;
- Sail Box: da marzo 2023.
Questa classificazione non serve soltanto ai collezionisti per riconoscere il periodo di una sneaker. Permette anche di osservare come sia cambiato il ruolo della Dunk nel tempo.
Silver Box: quando Nike SB capisce che può raccontare qualsiasi cosa
Tra il 2003 e il 2004 Nike SB inizia ad allontanarsi rapidamente dall'idea di semplice sneaker tecnica.
La Dunk diventa una piattaforma capace di utilizzare riferimenti provenienti da musica, cinema, cibo, arte, città e cultura pop.
Una delle sneaker che rappresenta meglio questa libertà è la Nike SB Dunk Low Heineken del 2003.
Verde, bianco, rosso e la stella ricamata richiamano immediatamente il celebre birrificio olandese, pur senza essere una collaborazione ufficiale. La controversia legale e il successivo ritiro trasformano la sneaker in uno dei primi grandi esempi di quanto una storia esterna al prodotto possa diventare parte integrante del suo mito.
È un periodo in cui Nike SB sperimenta rapidamente e costruisce il linguaggio che renderà le successive Dunk molto più che semplici colorway.
Pink Box: Tiffany, Pigeon e l'esplosione della sneaker culture
Tra il 2004 e il 2005 la Dunk SB raggiunge uno dei momenti più importanti della propria prima fase.
Nel 2005 arriva la collaborazione con Diamond Supply Co. che darà vita alla sneaker conosciuta da tutti come Tiffany Dunk.
Diamond Blue, pelle nera effetto coccodrillo e Swoosh argentato trasformano la Dunk in un oggetto che può essere desiderato anche da chi non ha alcun rapporto con lo skateboarding.
Nello stesso periodo la Dunk Pigeon di Jeff Staple contribuisce a rendere visibile su scala molto più ampia il fenomeno delle file, dei drop limitati e della competizione per acquistare determinate sneaker.
La Dunk SB sta progressivamente uscendo dai soli skate shop per diventare uno dei simboli della sneaker culture degli anni Duemila.
Skate shop e collaborazioni: il vero motore della Nike SB Dunk
Una parte fondamentale della crescita Nike SB passa attraverso gli skate shop indipendenti.
Fin dall'inizio Nike sceglie una distribuzione selettiva e lavora con negozi capaci di rappresentare realmente le rispettive community.
Nel tempo questi shop diventano anche partner creativi.
Supreme, Concepts e moltissime altre realtà utilizzano la Dunk per raccontare città, sottoculture e identità locali.
È un modello differente rispetto alla normale collaborazione tra due grandi multinazionali: spesso il valore della sneaker deriva proprio dalla capacità di trasformare un riferimento molto specifico e locale in qualcosa di comprensibile globalmente.
Freddy Krueger: quando una sneaker cancellata diventa più famosa della release
La Nike SB Dunk Low Freddy Krueger del 2007 rappresenta uno dei casi più estremi.
La sneaker riprende direttamente il celebre personaggio di A Nightmare on Elm Street attraverso righe verdi e rosse, Swoosh metallizzato e dettagli ispirati al suo immaginario horror.
Il progetto entra però in conflitto con i diritti legati al personaggio e la normale distribuzione viene bloccata.
Alcuni esemplari sopravvivono e iniziano a circolare tra collezionisti, trasformando quella che avrebbe dovuto essere una release Nike SB in uno dei grail più famosi della storia della silhouette.
La sua importanza mostra una caratteristica particolare della cultura Nike SB: anche una sneaker che non arriva normalmente sul mercato può diventare fondamentale nella storia del modello.
What The Dunk: quando Nike SB trasforma il proprio archivio in una sneaker
Nel 2007 arriva anche una delle interpretazioni più radicali della Dunk.
La Nike SB What The Dunk utilizza elementi provenienti da decine di precedenti release Nike SB e li combina su due scarpe volutamente differenti.
Pigeon, Supreme, Cali, Jedi e numerosi altri riferimenti vengono ricomposti in una specie di collage tridimensionale dell'archivio SB.
È un progetto importante perché per funzionare richiede già l'esistenza di una cultura condivisa.
Il pubblico deve conoscere le release precedenti per comprendere i riferimenti. Nel giro di appena cinque anni, Nike SB aveva quindi già accumulato abbastanza storia da poter iniziare a citare se stessa.
Concepts Lobster: quando una storia locale diventa una saga globale
Nel 2008 Concepts porta sulla Dunk uno dei simboli più caratteristici del New England: l'aragosta.
La prima Red Lobster introduce suede con sfumature irregolari, lining ispirato ai ristoranti di seafood e soprattutto l'elastico sulla toe box che richiama le bande applicate alle chele.
Quel progetto diventerà una vera saga attraverso Blue, Yellow, Purple, Green, Orange e White Lobster.
La storia delle Nike SB Dunk Lobster rappresenta perfettamente uno dei punti di forza della Dunk: prendere qualcosa di profondamente locale e trasformarlo in un linguaggio riconoscibile in tutto il mondo.
Dagli anni 2010 alla Teal Box Era
Durante gli anni 2010 il livello di hype intorno alla Dunk cambia.
Altre silhouette acquistano centralità nel mercato sneaker e la SB Dunk attraversa una fase meno dominante rispetto alla prima metà degli anni Duemila.
Questo non significa però che Nike SB smetta di produrre collaborazioni importanti.
Il rapporto con skate shop, artisti e brand continua, mentre numerose vecchie release iniziano a diventare sempre più collezionabili proprio perché appartengono a un periodo ormai percepito come storico.
La Teal Box Era, dal 2013 al 2019, prepara anche il terreno per il grande ritorno della silhouette alla fine del decennio.
2020: il grande ritorno della Nike SB Dunk
Tra 2019 e 2020 la Dunk torna improvvisamente al centro della sneaker culture.
La domanda aumenta, vecchie collaborazioni vengono riscoperte e Nike SB presenta una sequenza di release capaci di interessare contemporaneamente skater, collezionisti e pubblico mainstream.
Nel 2020 arrivano progetti come Travis Scott, Ben & Jerry's e le Nike SB Dunk Low Grateful Dead.
Queste ultime trasformano i celebri Marching Bears della band in tre sneaker Orange, Yellow e Green attraverso materiali shaggy, Swoosh seghettati e una tasca nascosta nella linguetta.
La Dunk torna così ad essere uno dei prodotti più desiderati del mercato sneaker, ma con una differenza rispetto al 2005: social network, resale platform e release globali amplificano l'hype a una velocità completamente diversa.
7-Eleven e le Dunk che non arrivano mai davvero sul mercato
La storia moderna Nike SB continua anche attraverso progetti cancellati.
Nel 2020 emerge la Nike SB Dunk Low 7-Eleven, caratterizzata dai colori e dal branding della celebre catena di convenience store.
La sneaker viene prodotta ma la normale release viene cancellata. Il motivo preciso dello stop non viene comunicato pubblicamente.
Alcuni esemplari fisici continuano però a circolare, trasformando la 7-Eleven in un'altra dimostrazione del rapporto particolare tra Nike SB e il concetto di grail.
Dalla Striped Box alla Sail Box
Il ritorno della Dunk non si esaurisce nel 2020.
Durante la Striped Box Era Nike SB consolida nuovamente la silhouette attraverso collaborazioni, reinterpretazioni dell'archivio e nuovi progetti.
Dal marzo 2023 l'archivio ufficiale Nike SB identifica invece la fase contemporanea come Sail Box Era.
La cosa interessante è che, dopo oltre vent'anni di Nike SB, la Dunk continua a funzionare con la stessa struttura narrativa delle origini: una silhouette relativamente semplice che cambia completamente identità in base a chi la interpreta.
Futura 2000: arte e graffiti tornano sulla Dunk
Nel 2024 Futura 2000 torna a collaborare con Nike SB attraverso una Dunk Low costruita intorno al proprio linguaggio astratto.
La Nike SB Dunk Low Futura 2024 utilizza canvas, sovrapposizioni colorate e una suola traslucida che lascia intravedere la firma dell'artista.
Accanto alla versione retail esiste anche la rarissima Friends & Family Sunblush, dimostrando come il rapporto tra arte, release pubblica e collezionismo rimanga centrale anche nella fase contemporanea della Dunk.
Nardwuar: quando una persona diventa una sneaker
La Nike SB Dunk Low Nardwuar del 2025 rappresenta invece un altro tipo di storytelling.
Il tartan deriva dal celebre tam o' shanter del giornalista canadese. Il pompon diventa un accessorio applicabile ai lacci e la frase “Doot doola doot doo” viene incorporata nella scarpa.
Non serve conoscere una colorway storica o un riferimento Nike per capire il progetto: praticamente ogni elemento racconta direttamente la persona alla quale la sneaker è dedicata.
È una dimostrazione di quanto il formato Nike SB sviluppato nel 2002 sia ancora utilizzabile più di vent'anni dopo.
Perché alcune Nike SB Dunk diventano grail?
Non esiste una formula unica.
Alcune sneaker diventano rare perché prodotte in quantità molto ridotte. Altre perché erano destinate esclusivamente a Friends & Family. Alcune vengono cancellate e altre semplicemente acquistano valore culturale con il passare del tempo.
La disponibilità, però, non basta.
Le Nike SB più importanti hanno quasi sempre una storia facilmente riconoscibile. Heineken racconta una controversia legale. Tiffany rappresenta Diamond Supply Co. e un momento fondamentale della cultura SB. Freddy Krueger è inseparabile dalla propria cancellazione. Lobster racconta Concepts e Boston. Grateful Dead collega skate e musica.
È questa combinazione tra design, contesto e scarsità a trasformare determinate release in vere sneakers grail.
Nike Dunk e Nike SB Dunk sono la stessa cosa?
No.
La Nike Dunk nasce originariamente come silhouette da basket ed esiste oggi principalmente come sneaker lifestyle.
La Nike SB Dunk deriva dalla stessa base, ma viene modificata per lo skateboarding attraverso imbottiture, costruzione, ammortizzazione e altri dettagli che possono cambiare a seconda delle diverse generazioni.
Anche la distribuzione e la cultura attorno alle due linee sono storicamente differenti.
La Dunk lifestyle viene normalmente distribuita attraverso i canali Nike tradizionali, mentre Nike SB ha costruito fin dalle origini un rapporto particolare con gli skate shop selezionati.
È proprio questa rete di negozi, rider e collaboratori ad aver contribuito a creare l'identità culturale della SB.
Perché Nike SB Dunk è diventata molto più di una scarpa da skate
La Nike SB Dunk non ha inventato la collaborazione sneaker e non è stata l'unica scarpa importante nella storia dello skateboarding.
Ha però offerto qualcosa di particolarmente efficace: una silhouette abbastanza semplice da poter raccontare praticamente qualsiasi storia.
Negli anni è diventata birra, aragosta, personaggio horror, artista, band, skate shop, città e persino un collage delle proprie release precedenti.
La forma rimane immediatamente riconoscibile, mentre materiali, colori e piccoli dettagli possono cambiare completamente il significato della sneaker.
È questo equilibrio tra continuità e libertà creativa che ha permesso alla Dunk SB di attraversare più di vent'anni senza dipendere da una singola epoca dell'hype.
Dalla Orange Box alla Sail Box: una storia ancora aperta
Nel 2002 Nike SB doveva convincere una cultura skate scettica che un grande brand sportivo potesse comprenderne realmente linguaggio e community.
Più di vent'anni dopo, la Dunk SB possiede uno degli archivi più riconoscibili dell'intero mercato sneaker.
Orange Box, Silver, Pink, Black, Gold, Blue, Taped, Teal, Striped e Sail non rappresentano soltanto scatole differenti. Raccontano momenti in cui la Dunk ha cambiato pubblico, rilevanza e rapporto con la cultura che la circondava.
Le sneaker che hanno costruito questo percorso sono diversissime tra loro, ma condividono la stessa idea nata nei primi anni Nike SB: lasciare che rider, artisti, negozi e creativi trasformino una silhouette Nike nella propria storia.
Ed è proprio per questo che la storia della Nike SB Dunk non può essere considerata conclusa: ogni nuova collaborazione ha ancora la possibilità di aggiungere un altro capitolo a un archivio iniziato ufficialmente nel 2002.


