Nel novembre 2025 JOOPITER, la piattaforma d’aste fondata da Pharrell Williams, ha riunito cinque paia di Air Jordan create per Michael Jordan in una vendita intitolata “Jordan’s Jordans”.
La selezione attraversava alcuni dei momenti più importanti della carriera di MJ: dalle Air Jordan 1 Player Sample del 1985 alle Jordan 8 indossate nei Playoff 1993, dalle Air Jordan 9 utilizzate durante la parentesi nel baseball fino a due paia di Air Jordan 11 della storica stagione 1995-96.
Non tutte le cinque scarpe avevano però la stessa storia: alcune erano realmente game-worn, altre Player Sample realizzate specificamente per Jordan, mentre diverse erano anche autografate. L’asta, aperta dal 6 al 18 novembre 2025, offre così una fotografia eccezionale del rapporto tra Michael Jordan, Nike e la nascita della moderna sneaker culture.
Cos’era l’asta “Jordan’s Jordans” di JOOPITER?
“Jordan’s Jordans” era una vendita online interamente dedicata a footwear realizzato per Michael Jordan.
I cinque lotti non erano semplicemente vecchie colorway della linea Air Jordan. Si trattava di Player Sample, sneakers utilizzate in partita e modelli provenienti direttamente da momenti fondamentali della carriera dell’atleta.
L’asta si è svolta tra il 6 e il 18 novembre 2025 e comprendeva:
- Air Jordan 1 Player Sample del 1985;
- Air Jordan 8 indossate nei Playoff NBA del 1993;
- Air Jordan 9 Baseball Cleats del 1994;
- Air Jordan 11 Concord indossate nella stagione 1995-96;
- Air Jordan 11 Black/Red indossate nei Playoff 1996.
Il valore della raccolta nasceva soprattutto dalla provenienza: ogni paio era collegato direttamente a Michael Jordan attraverso firme, utilizzo, certificazioni o catene di proprietà documentate.
1. Air Jordan 1 Player Sample 1985
Il primo lotto era una delle scarpe più importanti dell’intera asta: un paio di Air Jordan 1 Player Sample del 1985 nella colorazione Chicago, realizzato specificamente per Michael Jordan.
È importante fare una distinzione rispetto a molte descrizioni circolate online: JOOPITER presenta questo lotto come Player Sample firmato, ma non lo cataloga come game-worn.
Le scarpe erano prodotte nella configurazione personale di MJ:
- taglia 13 per la scarpa sinistra;
- taglia 13.5 per la destra;
- codice di produzione 850204 TYPS;
- firma di Michael Jordan sul lato mediale della scarpa sinistra;
- autografo autenticato da JSA.
La differenza di mezzo numero tra i due piedi è una caratteristica ricorrente nei Player Sample prodotti per Jordan.
JOOPITER indicava per il lotto una stima di 80.000-120.000 dollari.

Perché questa Air Jordan 1 è diversa da una Chicago retail?
Non basta il fatto che sia stata prodotta nel 1985.
JOOPITER spiega che le scarpe realizzate per Michael Jordan presentavano differenze rispetto alle normali versioni destinate al pubblico. La costruzione era più vicina a una mid-cut, con Swoosh più lunghi e affusolati e una pelle più morbida rispetto a quella utilizzata sulle release commerciali.
Il codice TYPS indica inoltre una produzione Player Sample della fabbrica Tong Yang.
È proprio questa combinazione tra configurazione personale, specifiche differenti e firma di MJ a separare il lotto da una normale Air Jordan 1 Chicago vintage.
2. Air Jordan 8 Playoffs indossate il 30 aprile 1993
Il secondo lotto aveva una provenienza ancora più precisa.
Michael Jordan indossò queste Air Jordan 8 nere il 30 aprile 1993, durante Gara 1 del primo turno dei Playoff contro gli Atlanta Hawks.
Chicago vinse 114-90 e Jordan chiuse la partita con:
- 35 punti;
- 7 rimbalzi;
- 5 assist.
Quella partita segnò anche il debutto in campo della versione nera delle Air Jordan 8 durante i Playoff 1993, stagione conclusa dai Bulls con il terzo titolo NBA consecutivo.
Il paio, taglia US 13, è stato foto-abbinato alla partita da PSA.

La provenienza da John Michael Wozniak
Le Air Jordan 8 avevano anche una provenienza particolarmente interessante.
Il paio era stato ottenuto da John Michael Wozniak, uno degli storici membri della security personale di Jordan e figura diventata familiare al grande pubblico grazie al documentario The Last Dance.
Le sneakers erano accompagnate da un biglietto con la scritta “With the Compliments of Michael Jordan”.
PSA ha inoltre effettuato il photo-matching utilizzando caratteristiche uniche visibili sulle scarpe nelle fotografie della partita.
La stima JOOPITER era di 40.000-50.000 dollari.
3. Air Jordan 9 Baseball Cleats del 1994
Il terzo lotto raccontava il capitolo più insolito della carriera di Michael Jordan.
Dopo il primo ritiro dalla NBA nel 1993, MJ decide di inseguire il sogno di giocare a baseball professionistico e nel 1994 entra nell’organizzazione dei Chicago White Sox.
Per adattare la propria linea Jordan al diamante, Nike realizza versioni speciali della Air Jordan 9 con suola chiodata.
Il paio presente nell’asta JOOPITER era una taglia 13.5 realmente utilizzata da Jordan durante la stagione con i Birmingham Barons.
Il modello mantiene numerosi elementi della normale AJ9, ma sostituisce la suola da basket con una struttura da baseball.
La storia di Ed Smith e delle Jordan 9 di MJ
La provenienza del paio rende il lotto ancora più particolare.
Le scarpe erano state ricevute da Ed Smith, giocatore dei minor league Orlando Cubs.
Secondo la testimonianza riportata da JOOPITER, Jordan apprezzò il fatto che Smith lo trattasse come un normale compagno e avversario invece di chiedergli continuamente autografi.
Come gesto di riconoscenza gli regalò il paio di Air Jordan 9 Cleats.
Le sneakers erano accompagnate da fotografie di Jordan e Smith e da una lettera dello stesso Smith. Anche per questo lotto la stima era di 40.000-50.000 dollari.
4. Air Jordan 11 Concord game-worn e firmate
Il quarto lotto porta direttamente a una delle stagioni più famose nella storia della NBA.
Le Air Jordan 11 Concord offerte da JOOPITER erano state indossate da Michael Jordan durante la stagione 1995-96, quella in cui i Chicago Bulls conclusero la regular season con un record di 72 vittorie e 10 sconfitte.
Jordan terminò quell’anno vincendo NBA MVP, Finals MVP e il quarto titolo NBA della propria carriera.
Le sneakers erano Player Sample in taglia 13.5 ed entrambe portavano la firma di Michael Jordan in pennarello nero.

Perché le Air Jordan 11 sono così importanti nella carriera di Jordan?
Disegnata da Tinker Hatfield, la Air Jordan 11 introduce una combinazione diventata storica: patent leather lucida, materiale tessile e una piastra in fibra di carbonio.
Michael Jordan indossò per la prima volta le Concord durante i Playoff 1995 e continuò a utilizzare il modello nella stagione successiva.
La AJ11 è inoltre una delle silhouette preferite dallo stesso Jordan e da Hatfield.
Il paio JOOPITER possedeva quindi contemporaneamente tre livelli di interesse: una delle colorway più iconiche della linea, utilizzo durante la stagione 72-10 e doppia firma di MJ.
JOOPITER stimava il lotto tra 40.000 e 50.000 dollari.
5. Air Jordan 11 Black/Red dei Playoff 1996
L’ultimo lotto era un altro paio di Air Jordan 11, questa volta nella celebre configurazione Black/Red, spesso chiamata Bred o Playoffs.
Jordan indossò questa colorway durante i Playoff NBA 1996, conclusi con la vittoria del quarto titolo dei Chicago Bulls e del primo campionato del secondo three-peat.
Il paio dell’asta era taglia 13.5, game-worn e caratterizzato da firme dorate di Michael Jordan.
La copertura pubblicata prima della vendita indicava una stima nell’ordine dei 100.000-120.000 dollari, rendendolo insieme alla AJ1 uno dei lotti con la valutazione iniziale più elevata.

Le cinque Air Jordan dell’asta JOOPITER
- Air Jordan 1 Player Sample 1985: firmata, taglie 13/13.5, stima $80.000-120.000.
- Air Jordan 8 Playoffs 1993: game-worn il 30 aprile 1993, photo-matched PSA, stima $40.000-50.000.
- Air Jordan 9 Baseball Cleats 1994: game-worn durante la carriera baseball di MJ, stima $40.000-50.000.
- Air Jordan 11 Concord 1995-96: game-worn e firmata su entrambe le scarpe, stima $40.000-50.000.
- Air Jordan 11 Black/Red 1996: game-worn nei Playoff e firmata in oro, stima riportata $100.000-120.000.
Game-worn, Player Sample e signed: non significano la stessa cosa
Uno dei punti più importanti quando si parla di memorabilia è distinguere termini che vengono spesso utilizzati come sinonimi.
Game-worn significa che l’oggetto è stato realmente utilizzato dall’atleta durante una partita o competizione.
Player Sample indica invece una scarpa prodotta specificamente per il giocatore, con caratteristiche o taglie personalizzate. Non implica automaticamente che sia stata indossata in una gara.
Signed significa infine che il prodotto è stato autografato.
Una stessa sneaker può possedere tutte e tre le caratteristiche, ma non è sempre così. È esattamente il motivo per cui provenienza, certificati e photo-matching hanno un peso così importante nel collezionismo sportivo di alto livello.
Cos’è il photo-matching di una sneaker game-worn?
Il photo-matching cerca di collegare fisicamente un oggetto a fotografie o video realizzati durante un evento specifico.
Gli specialisti analizzano caratteristiche individuali come segni, pieghe, cuciture, pattern, usura e piccole imperfezioni e verificano se corrispondono a quelle visibili nelle immagini storiche.
Nel caso delle Air Jordan 8 presenti nell’asta, PSA ha collegato il paio alla partita del 30 aprile 1993 contro gli Atlanta Hawks.
Un’attribuzione di questo tipo è molto più specifica della semplice dichiarazione “indossate da Michael Jordan”: permette di conoscere partita, data e contesto sportivo legati all’oggetto.
Perché le sneakers indossate da Michael Jordan valgono così tanto?
Il prezzo di una sneaker storica non dipende soltanto dalla rarità del modello.
Nel mondo della memorabilia contano soprattutto provenienza e contesto.
Un paio di Air Jordan retail degli anni Novanta può essere raro, ma una sneaker prodotta specificamente per MJ e collegata a una stagione, una partita o un momento preciso della sua carriera appartiene a una categoria completamente differente.
Tra gli elementi che possono influire sulla valutazione troviamo:
- utilizzo reale da parte di Michael Jordan;
- possibilità di collegare il paio a una partita specifica;
- autografi autenticati;
- provenienza documentata;
- importanza storica della partita o della stagione;
- rarità della configurazione Player Sample;
- condizioni dell’oggetto.
Non significa però che ogni scarpa di Jordan sia automaticamente un investimento destinato a rivalutarsi. Il mercato delle memorabilia rimane legato a domanda, provenienza e interesse dei collezionisti.
I record delle sneakers di Michael Jordan all’asta
“Jordan’s Jordans” non è stata la prima volta in cui footwear legato a MJ ha attirato cifre enormi.
Nel 2020 un paio di Air Jordan 1 game-worn è stato venduto da Sotheby’s per 560.000 dollari.
Nel 2021 un paio di Nike Air Ships indossate da Jordan ha raggiunto 1,472 milioni di dollari.
Nel 2023 le Air Jordan 13 indossate in Gara 2 delle NBA Finals 1998 sono state vendute per 2,238 milioni di dollari, stabilendo all’epoca un nuovo record per sneakers vendute all’asta.
Questi risultati aiutano a capire perché provenienza diretta da Michael Jordan sia diventata una categoria autonoma all’interno del mercato internazionale dei collectible.
JOOPITER e il nuovo mercato dei cultural collectibles
JOOPITER è stata fondata da Pharrell Williams con l’obiettivo di costruire una piattaforma d’asta legata non soltanto all’arte tradizionale, ma anche a moda, design, musica, streetwear e cultura contemporanea.
Una vendita come “Jordan’s Jordans” si inserisce perfettamente in questa visione.
Le sneaker non vengono trattate soltanto come calzature sportive, ma come oggetti culturali capaci di documentare un atleta, un momento storico e l’evoluzione del rapporto tra sport e moda.
È lo stesso motivo per cui oggi alcuni musei, archivi e grandi case d’asta dedicano alle sneakers uno spazio che vent’anni fa sarebbe stato difficilmente immaginabile.
L’asta si è conclusa il 18 novembre 2025
Un aggiornamento importante rispetto alle informazioni pubblicate prima della vendita: l’asta è ormai conclusa.
Le pagine ufficiali JOOPITER indicano tutti i lotti come “Closed” il 18 novembre 2025.
Le pagine pubbliche attualmente indicizzate mostrano chiaramente le stime pre-asta e le informazioni di catalogo, ma non espongono in modo uniforme il prezzo finale di aggiudicazione di ciascun lotto.
Per questo è meglio non confondere le stime — comprese tra 40.000 e 120.000 dollari a seconda del modello — con i prezzi effettivamente realizzati.
Perché “Jordan’s Jordans” è importante per la sneaker culture
La forza dell’asta sta nel vedere l’evoluzione delle Air Jordan attraverso oggetti realmente costruiti intorno alla persona che ha dato loro il nome.
La Air Jordan 1 racconta l’inizio della signature line. La Jordan 8 porta direttamente ai Playoff del primo three-peat. La Jordan 9 documenta il passaggio quasi surreale di MJ dal basket al baseball. Le due Jordan 11 appartengono invece al ritorno, alla stagione da 72 vittorie e all’inizio del secondo three-peat.
Queste sneakers hanno quindi un significato diverso rispetto a una normale rarità commerciale.
Non sono importanti soltanto perché ne esistono poche: sono testimonianze materiali di momenti realmente vissuti da Michael Jordan.
Ed è proprio questa combinazione tra sport, provenienza e cultura sneaker a trasformare cinque paia di scarpe in veri documenti della storia contemporanea.



